Gigi Del Neri e Antonio Cassano: secondo capitolo di un binomio professionale che ai tempi d! ella Roma si era rivelato alquanto burrascoso: quando vestiva la maglia giallorossa, il talento di Bari faceva le bizze: difficile, quasi impossibile, mantenere la pazienza, non solo per Del Neri, ma anche per gli altri tecnici che si sono succeduti sulla panchina del club in quella stagione da dimenticare.
"Del Neri è un buon allenatore, il suo unico difet! to è che non si capisce quando parla..." - ebbe modo di raccontare Cassano nella sua autobiografia: una frecciatina ironica che tuttavia sta a testimoniare un rapporto non proprio idilliaco con il suo allenatore. Adesso gli screzi del passato sono solo un lontano ricordo, Cassano è tornato a fare magie sul campo da calcio e la Samp di Del Neri, dopo sette giornate, comanda la classifica in compagnia dell'Inter.
Cassano è tornato a splendere, eppure il ct dell'Italia Marcello Lippi non ne vuol sapere: per lui, in nazionale, non c'è proprio spazio; ecco perché il tormentone-Cassano lo perseguita di continuo: dopo la stampa, ci si mettono di mezzo pure i tifosi che dalle tribune urlano a gran voce il nome del blucerchiato: quel che è successo al Tardini, dopo Italia-Cipro, ne è un esempio lampante. Sul caso interviene anche Del Neri, intervistato da Sky Sport 24 al termine dell'allenamento della squadra:
"Il diritto di difendere il gruppo da parte di un allenatore è sacrosanto, poi dipende dallo stato d'animo di o! gnuno - ha dichiarato Del Neri - Lui l'ha fatto in maniera chi! assosa m a abbastanza nella logica di uno che guida un gruppo di lavoro. Possiamo tutti avere idee diverse, come ad esempio sul caso Cassano, però è giusto che un allenatore scelga chi ritiene più opportuno alla sua causa". Del Neri, insomma, non ci penserebbe un secondo a convocare il suo pupillo, e il motivo è presto spiegato: "Collabora attivamente, lavora, ha cinque anni in più e vive in un ambiente che gli dà più tranquillità. Lui è uno che si pone bene, meriterebbe come tanti altri di andare in nazionale, ma l'allenatore fa le sue scelte e deve essere rispettato". Almeno su questo, Marcello Lippi sarà perfettamente d'accordo con lui...